Nella quarta puntata dell'intervista esclusiva a Silvia Testa per il Tg La7, Giancarlo Porcacchia racconta dell'arrivo in Bolivia su un aereo sgangherato e di quando ha ucciso per difendersi
"A un certo punto siamo usciti da questa tempesta e, io lì ho visto il paradiso. Dopo una paura così, un cielo così bello non l'avevo mai visto, un po' perché mi ero salvato, un po' perché era bello veramente". Lo racconta Giancarlo Porcacchia, protagonista di un’intervista esclusiva al Tg La7 firmata da Silvia Testa e pubblicata in sei puntate sul canale YouTube. Nella quarta puntata, l'ex narcotrafficante e ora attore e testimone contro la criminalità, prosegue il racconto del viaggio verso la Bolivia, dopo la fuga dal Brasile.
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Il viaggio in aereo
Dopo vari spostamenti tra Brasile e Paraguay sale su un aereo sgangherato "l'autista eroa seduto su una cassetta di frutta, non c'erano manco i sedili, non c'era niente". A bordo con loro, anche quelli che lui definisce "mariachi", con la chitarra in mano, che non smetteranno di suonare, con irritazione di Porcacchia, neanche nei momenti più complicati, quando l'aereo si trova al centro di un forte temporale.










