Nella sesta e ultima puntata dell'intervista esclusiva a Silvia Testa per il Tg La7, Giancarlo Porcacchia racconta come il teatro lo ha aiutato a immaginare una vita diversa

"La mia fortuna? Scoprire il teatro in carcere mi ha aperto un mondo nuovo". Il racconto di Giancarlo Porcacchia, un'intervista esclusiva di Silvia Testa per il TG La7 pubblicata a puntate su YouTube, riparte dalla vita nell'istituto penitenziario di Rebibbia.

Qui si conclude la sua storia, quella di una vita all'estremo: nato nella baraccopoli di Ostia, diventato uno dei narcotrafficanti più ricercati tra il Brasile e la Colombia, detenuto nei penitenziari più violenti del Sudamerica, evaso, latitante e, infine, attore pluripremiato.

"In carcere sei un numero, nessuno si interessa a te"

La cosa che più ha sorpreso Giancarlo Porcacchia è stata scoprire che qualcuno si fidava di lui. "Valentina Esposito, la regista, all'epoca era molto giovane, e si è fidata di uno come me. Senza pregiudizi". In carcere, racconta, esistono figure come educatori e assistenti sociali, ma spesso manca il tempo per conoscere davvero la persona che si nasconde dietro il detenuto. "A nessuno interessa veramente chi è Porcacchia Giancarlo. Sei un numero, nessuno si sofferma su di te. E non è nemmeno colpa loro: sono pochi rispetto a quanti detenuti ci sono".