Da bambini ci divertivamo con un set di barzellette che mettevano a confronto un italiano, un tedesco e un francese. Naturalmente era l’italiano che risultava più furbo e chiudeva la situazione comica. Mi è venuto alla mente questo ricordo mentre pensavo a ciò che sta facendo la Spagna oggi, paese che ha ormai preso il posto delle due nazioni più blasonate come punto di riferimento. Il confronto è abbastanza impietoso a favore degli iberici.
Mentre noi sprechiamo centinaia di milioni di euro in Albania per costruire dei fantomatici e inutili centri per il rimpatrio, rimasti tristemente vuoti, il governo spagnolo ha seguito una strada completamente differente. È passato abbastanza sottotraccia, almeno a casa nostra, la sua decisione di regolarizzare coloro che non avevano un permesso di soggiorno. Mentre la nuova Ue punta sulla repressione, il primo ministro Sanchez ha virato verso l’integrazione.
I numeri sono imponenti. Il recente provvedimento di regolarizzazione ha interessato più di un milione di persone. Va bene che la Spagna gioca in casa, con il 70% degli irregolari che proviene dal continente sudamericano, ma i numeri sono eccezionali. Gli industriali spagnoli hanno applaudito alla saggezza governativa. Solo la destra ha sollevato qualche debole polemica.






