Che i social diano dipendenza non è più solo la percezione di genitori e insegnanti ma un'accusa formale della Commissione europea. Nei giorni scorsi Bruxelles ha reso note le conclusioni preliminari della sua inchiesta su Meta, secondo cui il design di Instagram e Facebook sarebbe stato concepito per creare assuefazione: sotto accusa lo scorrimento infinito, la riproduzione automatica dei contenuti, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione personalizzati, funzionalità che secondo la Commissione Ue alimentano un uso compulsivo delle piattaforme, mettendo a rischio il benessere fisico e mentale degli utenti, minorenni in testa. «La tutela della salute fisica e mentale degli europei deve essere una priorità per le piattaforme dei social media», ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen. Il Digital Services Act, ha aggiunto, «fornisce un quadro normativo chiaro per rendere le piattaforme responsabili del design che crea dipendenza».
Il rapporto sulle dipendenze presentato dal sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, paragona ufficialmente gli effetti dell’abuso di social e smartphone a quelli delle droghe: maggiore aggressività, difficoltà nelle relazioni, nello studio, nella gestione delle emozioni e nel controllo del tempo passato online, creando forme di dipendenza psicologica e neurologica del tutto paragonabili a quelle da sostanze stupefacenti.














