Un design che terrebbe incollati allo schermo trasformando i minuti in ore e mandando l’utente in una modalità di “pilota automatico”. Il termine è stato indicato dalla Commissione UE che il 10 luglio ha dichiarato, in via preliminare, come il design di Instagram e Facebook creerebbe dipendenza e, di conseguenza, violerebbe il DSA. Al centro dell’indagine della Commissione, in particolare, ci sono funzioni come lo scrolling, l’autoplay, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione altamente personalizzati. La decisione preliminare della Commissione non è il primo episodio sul tema (si ricordi il caso analogo di TikTok a febbraio) e si inserisce nel più ampio dibattito del rapporto tra social e minori, in particolare sulla discussione di vietare o meno le piattaforme ai ragazzi.Come spiega il professor Oreste Pollicino, Professore ordinario di Diritto Costituzionale e AI Law presso l’Università Bocconi “il punto non è più soltanto ciò che le piattaforme mostrano, ma come progettano il tempo e l’attenzione degli utenti. Con queste conclusioni preliminari, il Digital Services Act entra nel cuore costituzionale dell’economia digitale: l’architettura del servizio non è neutrale quando trasforma la vulnerabilità in engagement”.E per l’avvocato Antonino Polimeni, “questa è la vera direzione da intraprendere, non vietare i social ai ragazzi, ma rendere sicuro il prodotto. Le norme ci sono e richiedono che per questo tipo di prodotto, a seconda del target, siano valutati i rischi e le conseguenze. Applichiamo le regole invece di mettere divieti“.Indice degli argomenti