di Paola Natalimartedì 14 luglio 20263' di letturaBastano pochi istanti di distrazione e una piccola pila a bottone può trasformarsi in un'emergenza medica. È l'allarme lanciato dal Centro Antiveleni dell'ASST Papa Giovanni XXIII, che negli ultimi 18 mesi ha seguito dodici casi di ingestione di pile al litio ad alto voltaggio, all'interno di 42 consulenze richieste per ingestione di batterie. Un fenomeno che riguarda soprattutto i bambini e che gli specialisti invitano a non sottovalutare. Le pile al litio sono presenti in molti oggetti di uso quotidiano: telecomandi, bilance, orologi, giocattoli e piccoli dispositivi elettronici e, per le loro dimensioni ridotte e l'aspetto lucido, finiscono facilmente tra le mani dei più piccoli. Il pericolo è rappresentato soprattutto dalle batterie che si bloccano nell'esofago. In questi casi possono provocare, nel giro di poche ore, gravi ustioni della mucosa per effetto elettrochimico, con conseguenze che possono arrivare fino alla perforazione dell'esofago e, in alcuni casi, anche dello stomaco. Un rischio che non dipende dal rilascio di sostanze tossiche, ma dalla corrente elettrica generata dalla pila. C'è poi un aspetto poco conosciuto: anche le batterie apparentemente scariche possono essere estremamente pericolose. Conservano infatti una carica residua sufficiente a provocare lesioni importanti e sono proprio quelle già utilizzate e lasciate incustodite in casa tra le più frequentemente ingerite dai bambini.