Patrizio Del Prete

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I dati della Quarta Indagine Nazionale Iard sugli insegnanti italiani descrivono una realtà netta. Da un lato c’è una straordinaria resistenza vocazionale: ben l’88% degli insegnanti sceglierebbe di nuovo questa professione. Dall’altro, emerge il fallimento del sistema centralizzato: l’84% dei docenti percepisce un crollo del proprio prestigio sociale e quasi uno su cinque (18,3%) soffre di alti livelli di burnout (esaurimento da stress psicologico).

La scuola si muove grazie alle persone, nonostante lo Stato. Il boom delle “seconde carriere” – con il 50,3% dei docenti che arriva all’insegnamento dopo un lavoro stabile in altri settori – e la forte apertura all’innovazione (il 42% guarda con favore all’Intelligenza Artificiale) dimostrano che il personale è pronto al futuro. È la struttura burocratica del Ministero a essere rimasta al secolo scorso.

Come liberaldemocratici, rifiutiamo la logica dei bonus una tantum. Proponiamo un cambio di paradigma radicale basato su tre riforme di sistema.