Quando la temperatura sale oltre i livelli di guardia, a spezzarsi non è solo la resistenza fisica del corpo, ma anche il delicato equilibrio della mente umana. A confermare questo legame drammatico e diretto è un imponente studio internazionale coordinato dalla Monash University in Australia e pubblicato sulla rivista Nature Health. La ricerca, basata sull’analisi di oltre 2,6 milioni di ricoveri ospedalieri avvenuti nella stagione calda in 852 località distribuite tra Brasile, Canada, Cile e Nuova Zelanda, documenta una stretta correlazione statistica tra i picchi termici e un incremento significativo delle ospedalizzazioni d’urgenza per disturbi psichiatrici e comportamentali.

I rischi

I dati epidemiologici emersi dal paper mettono in luce un rischio incrementale progressivo che varia a seconda delle aree e dei sottogruppi di popolazione, evidenziando una vulnerabilità particolarmente marcata tra gli anziani e i residenti nelle zone a bassa densità abitativa. A livello globale, i ricercatori hanno calcolato che l’esposizione a ondate di calore estreme è associata a un aumento del rischio di ricovero ospedaliero per motivi psichiatrici. Questa percentuale, tuttavia, subisce variazioni importanti a seconda della specifica patologia: l’incremento dei ricoveri supera il 9% per i disturbi dell'umore, come la depressione maggiore, e sale oltre l'11 per i disturbi legati all'ansia e allo stress. Nelle aree rurali o a minore densità abitativa, dove l’accesso immediato ai servizi di supporto è più difficile, la quota di rischio relativo subisce un’ulteriore impennata, superando di circa il 4% la media registrata nei grandi centri urbani.