Roma, 14 luglio 2026 – Un voto. Maggioranza e governo finiscono sotto alla Camera per un solo voto: bocciato con 187 favorevoli e 188 contrari l’emendamento sulle preferenze proposto da Fratelli d'Italia, Noi moderati e Udc, su cui si erano allineati anche Lega e Forza Italia. Lo scrutinio segreto, contro cui si era appellata la premier Giorgia Meloni, premia le opposizioni, dai cui banchi si è levato un’ovazione e grida “dimissioni, dimissioni”.
Le opposizioni: “Meloni vada a casa”
"È il momento di tornare a casa e di dare al paese un governo in grado di risolvere i problemi degli italiani. Prendete atto del fallimento e andate a casa – ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein dopo il voto –. È stato un voto contro l'arroganza" di "una leader donna che per difendere il suo potere era pronta a schiacciare quello delle altre donne".
"Quella sulla legge elettorale è una legge truffa e l'emendamento di Fratelli d'Italia sulle preferenze era soltanto una messinscena", tuona il leader del M5s, Giuseppe Conte, che parla di un “impianto della riforma resta fondato su liste bloccate e candidati scelti dalle segreterie dei partiti”. E attacca: “La maggioranza è andata sotto di un voto su un emendamento dopo quattro anni di zero riforme raccontando che va tutto bene. Se ha il senso della dignità, dell'onore e delle istituzioni, vada dal presidente della Repubblica ad aprire la crisi di governo. Non c'è altro da fare". I leader del centrosinistra Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Riccardo Magi partecipano al sit-in ''Notte della democrazia'' contro la riforma della legge elettorale











