<p>Morgan Stanley si aspetta un secondo trimestre solido dalle banche italiane, con previsioni al di sopra di quelle del consenso, principalmente sul margine di interesse netto e sui costi.
In particolare, «siamo il 5% al di sopra della stima del consenso Visible Alpha sugli utili core e sul coefficiente Cet1 nel caso di Mps, mentre ci aspettiamo un risultato superiore alle attese a livello di utile operativo prima degli accantonamenti per coprire potenziali perdite su crediti per Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Bper nell'ordine di pochi punti percentuali a singola cifra», sottolinea Morgan Stanley che da Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Bper e Banco Bpm si aspetta a livello cumulato 4,5 miliardi di euro nel secondo trimestre. </p> <h2>Unicredit</h2> <p>Nel caso di Unicredit (rating overweight e target price a 87 euro), Morgan Stanley ha stime del 2% al di sopra di quelle del consenso sul pre-provision profit core, grazie al margine di interesse netto e alla crescita dei prestiti, vista migliore rispetto al sistema bancario in Italia e in Germania.
«Vediamo il coefficiente Cet1 al 14,5%, 20 punti base al di sopra del consenso, grazie alle attività per imposte anticipate, le cosiddette Dta», afferma Morgan Stanley che, nel dettaglio, si aspetta nel secondo trimestre del 2026 un margine di interesse in aumento del 2% a 3,7 miliardi di euro (3,674 miliardi il consenso), commissioni a 2,27 miliardi (+6%; 2,268 miliardi il consenso), ricavi totali a 6,48 miliardi (+6%; 6,569 miliardi il consenso) e un utile netto a 2,907 miliardi (-13%, 2,894 il consenso). </p> <p> </p> <p>Tuttavia, il broker ritiene che il tema principale sarà Commerzbank e l'offerta pubblica di acquisto che ha consentito a Unicredit di raggiungere una partecipazione del 46,3% nella banca tedesca in termini di quota detenuta fisicamente (escluse le azioni proprie).








