Secondo trimestreIl Ceo Ted Pick sottolinea “gli eccellenti risultati della divisione Institutional Securities” e della divisione Wealth Management che “ha registrato un record di 148 miliardi di dollari di nuovi patrimoni netti”.Conti del secondo trimestre in rialzo e sopra le aspettative di Wall Street per Morgan Stanley, grazie anche alla forte attività nel comparto delle M&A e nonostante il persistere dell’incertezza macroeconomica. Nei tre mesi conclusi il 30 giugno, la banca newyorkese ha registrato ricavi netti in crescita del 27% a 21,34 miliardi di dollari, rispetto ai 16,8 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno e sopra le previsioni del mercato.Domande di approfondimento generate da 24Ore AII quattro analisti consultati da Zacks Investment Research si attendevano infatti ricavi pari a 19,6 miliardi di dollari. L’utile netto è stato pari a 5,58 miliardi di dollari (+58%), ovvero 3,46 dollari per azione, rispetto ai 3,5 miliardi di dollari, pari a 2,13 dollari per azione, registrati nello stesso periodo dell’anno precedente, mentre la stima media di sei analisti interpellati da Zacks Investment Research era di un utile pari a 2,89 dollari per azione. Ricavi record superiori a 21 miliardi di dollari“Mercati dinamici e un’esecuzione costante in tutte e tre le regioni hanno determinato risultati eccezionali per la nostra banca integrata, consentendoci di registrare ricavi record superiori a 21 miliardi di dollari e un utile per azione (Eps) record di 3,46 dollari”, ha commentato il Ceo Ted Pick, sottolineando “gli eccellenti risultati della divisione Institutional Securities” e della divisione Wealth Management che “ha registrato un record di 148 miliardi di dollari di nuovi patrimoni netti, portando il totale delle attività dei clienti gestite dalle divisioni Wealth Management e Investment Management a raggiungere la soglia dei 10.000 miliardi di dollari”. “Continuiamo ad accrescere il nostro capitale, ottenendo una maggiore flessibilità per investire nelle nostre attività principali, mantenendo al contempo una forte capacità di generare valore per gli azionisti”, ha concluso il ceo.Ricavi netti record per la divisione Institutional SecuritiesLa banca ha conseguito un rendimento sul patrimonio netto tangibile medio (Rotce) del 26,6%, mentre l’indice di efficienza dei costi (expense efficiency ratio) è stato pari al 65% nel primo semestre dell’anno, a dimostrazione della leva operativa raggiunta, pur continuando a investire nelle proprie attività. Il coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 (Cet1) standardizzato si è attestato al 14,8%. Guardando alle diverse aree, la divisione Institutional Securities ha registrato ricavi netti record di 11 miliardi di dollari, grazie alla solida performance del comparto Equity, sostenuta da un intenso coinvolgimento della clientela, e alla forza dell’Investment Banking, favorito dal crescente slancio nelle operazioni di raccolta di capitale e nelle attività di consulenza strategica.La divisione Wealth Management ha conseguito ricavi netti record di 8,9 miliardi, trainati da elevate commissioni di gestione patrimoniale, da una robusta attività della clientela e da un maggiore margine di interesse netto, generando un margine ante imposte del 30,5%. Nel trimestre la divisione ha raccolto 148 miliardi di nuovi patrimoni netti e 39 miliardi di dollari di nuove attività gestite a commissione. Infine, la divisione Investment Management ha registrato ricavi netti per 1,6 miliardi di dollari, principalmente grazie all’aumento delle commissioni di gestione, favorito da un livello medio più elevato delle attività in gestione (Assets Under Management, AUM). Nel trimestre ha inoltre registrato afflussi netti di lungo termine positivi per 7,5 miliardi di dollari.