Pannoloni per anziani e disabili. O se preferite: «Dispositivi per l'assorbenza», come vengono chiamati oggi. Nuovo servizio (dal 1° luglio la distribuzione è passata ad Amos), vecchi problemi: consegne mancate, ritardate, a singhiozzo, talora sbagliate, difficoltà per i cittadini di comunicare. Le critiche del Pd sulla gestione della distribuzione Il tema, di cui La Stampa si è occupata in più occasioni, è rilanciato da Daniele Valle, consigliere regionale del Pd e vicepresidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale. «Il primo luglio la Regione annunciava il passaggio del servizio ad Amos, parlando di un cambiamento radicale che avrebbe riportato alla normalità la distribuzione dei pannoloni e dei presidi per l'incontinenza. Purtroppo, a pochi giorni di distanza, continuano ad arrivare segnalazioni che raccontano una realtà molto diversa».
Le testimonianze degli utenti sulle mancate consegne La segnalazione di Valle si basa su quelle raccolte da utenti e famiglie. «La prima è di Silvia e arriva dal territorio dell'Asl Cuneo 2. Riferisce di aver perso completamente la fornitura del mese di giugno e di essere stata costretta ad acquistarla di tasca propria. Soltanto nei giorni scorsi è stata contattata per programmare una consegna, senza però sapere se gli verrà riconosciuta e recuperato quanto non ricevuto il mese scorso e nella prima parte di luglio. La seconda testimonianza è altrettanto preoccupante: Mauro continua a comprare autonomamente i pannoloni perché le forniture non sono ancora arrivate e non c'è stato nessun contatto. Il timore è che il ritardo accumulato negli ultimi mesi non sia stato recuperato e che gli utenti debbano continuare a pagare il prezzo di una gestione inefficiente. Francesca aggiunge un ulteriore elemento di criticità. In questo caso non solo la consegna non è arrivata e non ci sono stati contatti, ma si è anche ritrovata con oltre un mese di materiale della taglia sbagliata, quindi inutilizzabile, che nessuno è venuto a ritirare o sostituire. Nel frattempo, né lei né i farmacisti hanno ricevuto informazioni chiare sulla situazione». Perché gli utenti non riescono a contattare Amos per le consegne Un altro problema riguarda le modalità di contatto. Amos chiama per concordare la consegna, ma non c'è un numero da richiamare, per cui chi manca la chiamata, perde la consegna. Il protocollo prevede che dopo la seconda chiamata persa arrivi un SMS da Amos: il problema è che nessuno ha informato i cittadini del cambio di fornitore, per cui sembra una truffa telefonica. Farmacisti e utenti segnalano ritardi nella distribuzione dei pannoloni Situazione, peraltro, confermata anche dai farmacisti sul territorio: tempi lunghi e proteste da parte degli utenti. Come è noto, i pacchi possono essere recapitati a domicilio o ritirati in farmacia. Le richieste alla Regione per risolvere i ritardi nelle forniture «La Regione faccia finalmente chiarezza - incalza Valle -: quanti utenti attendono ancora forniture arretrate? Quante consegne devono essere recuperate? Quanti casi di materiale errato risultano ancora aperti? E soprattutto entro quando si prevede il ritorno alla piena normalità? Perché per chi vive ogni giorno queste difficoltà contano i risultati.»









