PORDENONE - «Mi sono trasferito da Mugnano del Cardinale, in provincia di Avellino, a Pordenone in un giorno, senza pensarci neanche un secondo. Era il 1983, mi ero appena diplomato all’Isef e un amico di mio padre che lavorava al provveditorato di Pordenone me lo ha proposto. Ho fatto le valigie e 24 ore dopo ero qui. Amo il Friuli Venezia Giulia e non me ne andrei per nessun motivo. Ora, dopo tre anni e mezzo, termino il mio incarico. È difficile mettere i remi in barca, in questi anni abbiamo aiutato tante persone. Ma siamo una squadra, la nuova segretaria Stefania Iaione porterà avanti il lavoro al meglio. Io resto a disposizione fino al 31 dicembre». Non nasconde l’emozione Giuseppe Mancaniello, dall’8 luglio ex segretario generale della Flc Cgil di Pordenone. A pochi mesi dalla pensione (che arriverà il primo settembre), il sindacalista classe 1959 - il 28 novembre compirà 67 anni - ha passato il testimone a Iaione, docente di scuola superiore. E ora ripercorre una carriera di cui la Flc è stata perno centrale, tra lotta al precariato e tutela dei lavoratori.
Com’è cambiata la scuola a Pordenone nel corso del suo mandato?
Negli ultimi anni abbiamo registrato un’escalation di sanzioni disciplinari nei confronti dei docenti. E in alcuni casi, a nostro avviso, con motivazioni un po’ esagerate. Una volta il provveditorato era la parte terza che si occupava della sanzione. Oggi la parte terza non c’è più e la sanzione viene decisa dall’istituto. Nonostante il lavoratore si difenda ed è “la mia parola contro la tua”. Si tratta di un’anomalia che anche a livello nazionale stiamo cercando di eliminare. Per alcune sanzioni, i docenti perdono lo scatto e quindi soldi. Recentemente sono stato in Ragioneria per il caso di un lavoratore sanzionato che per due mesi ha perso 600 euro a stipendio, per un totale di 1.200 euro.






