PORDENONE - La fame di alloggi popolari in regione, e Pordenone non fa eccezione, riflette un fabbisogno in crescita a livello nazionale. Negli ultimi cinque anni la richiesta di alloggi Ater è aumentata del 12% tra Pordenone e Udine, segnale evidente di una pressione abitativa sempre più forte. Sempre più famiglie e singoli cittadini, infatti, si trovano in difficoltà nel sostenere i costi del mercato privato e attendono pazientemente l’assegnazione di una casa popolare.
In questo contesto, ogni alloggio disponibile rappresenta una risorsa preziosa. Proprio per questo fa discutere il caso di un appartamento assegnato, ma chiuso da ben due anni, sottratto di fatto a chi è in graduatoria.
L’alloggio risulterebbe in locazione agevolata a un cittadino di origine africana, con moglie e quattro figli, regolarmente residente in città, che avrebbe però lasciato l’Italia trasferendosi in Inghilterra. Secondo quanto riferito, l’uomo avrebbe trovato lavoro all’estero, avviando un’attività imprenditoriale.
Eppure, sarebbe disoccupato in Italia e con un Isee particolarmente basso, e continuerebbe a ricevere regolarmente sul proprio conto corrente la Naspi e l’assegno familiare per i figli. L’alloggio, inoltre, è ancora a lui assegnato, non essendo mai stata comunicata la partenza né il cambio di residenza. Questa situazione non è sfuggita agli occhi dei cittadini, soprattutto a quelli che legittimamente e pazientemente sono in graduatoria per avere un alloggio popolare, né a quelli dell’amministrazione comunale che sta cercando di dare una stretta a una questione che non piace in prima battuta proprio a sindaco e assessori.






