PORDENONE - A Pordenone quasi un abitante su sei ha cittadinanza straniera. Un dato che non passa inosservato: al 1 gennaio 2024 i cittadini stranieri residenti erano 7.869, pari al 15,1% della popolazione. Numeri che raccontano non solo l’attualità, ma anche una storia ventennale fatta di arrivi, assestamenti, cali e nuove riprese. La curva, infatti, non è mai stata lineare: dagli anni Duemila in poi la crescita è stata impetuosa, fino a sfiorare quota 8.500 nel 2011, seguita da una flessione e da un periodo di stabilizzazione attorno alle settemila unità, per poi risalire gradualmente negli ultimi anni fino all’attuale livello. Dentro queste cifre ci sono comunità, famiglie, progetti di vita e cambiamenti urbani.
Guardando la provenienza, il mosaico pordenonese si colora soprattutto dei tratti dell’Europa orientale. La comunità più numerosa è quella romena, che da sola rappresenta quasi un quarto di tutti gli stranieri residenti, con il 23,3%. Una presenza che affonda le radici nei flussi migratori del XXI secolo e che oggi conta oltre 1.800 persone. Segue l’Albania con l’11,6%, pari a circa 900 residenti. Terzo posto per il Pakistan, 694 persone che valgono l’8,8% del totale. Dalla classifica emerge un’ampia varietà di origini. Se i tre gruppi principali compongono quasi la metà della popolazione straniera, il resto è un mosaico multiforme. Il Ghana, con il 7,5%, è la comunità africana più rappresentata, seguito da Ucraina (5,2%) e Bangladesh (4,8%). In tutto, sono oltre settanta i Paesi di provenienza censiti a Pordenone. Scomponendo i dati per continenti, l’Europa è il baricentro: oltre la metà degli stranieri residenti arriva dal vecchio continente, e non solo dalla sponda orientale. Romania e Albania, certo, ma anche Ucraina, Moldova, Kosovo, Croazia, Federazione russa e Paesi dell’Unione come Polonia, Francia o Spagna. L’Asia pesa per il 23,2% e mostra una geografia variegata: Pakistan, Bangladesh, Cina e India in testa, ma anche Afghanistan, Filippine, Iran e piccoli nuclei da Giappone, Corea del Sud o Thailandia. L’Africa rappresenta il 19,1%, mentre l’America copre il 5,4%, guidata dalla Colombia e seguita da Repubblica Dominicana e Brasile. Pochi i casi dall’Oceania, appena una persona dalla Nuova Zelanda.






