Il progetto di acquisizione di Warner Bros. da parte di Paramount sta affrontando un importante ostacolo sul piano legale. Dodici procuratori generali di altrettanti Stati americani, tra cui California, New York e New Jersey, hanno avviato un'azione giudiziaria per cercare di bloccare l'operazione, valutata circa 110 miliardi di dollari.
Secondo i promotori della causa, la fusione tra le due società ridurrebbe significativamente la concorrenza nel settore dell'intrattenimento, con possibili conseguenze negative per il pubblico e per l'intera industria audiovisiva. Le autorità sostengono che un gruppo di tali dimensioni potrebbe incidere sui prezzi, limitare la varietà dei contenuti disponibili e diminuire le opportunità creative per produttori, autori e professionisti del settore.
Il procuratore generale della California, Rob Bonta, ha dichiarato che un'ulteriore concentrazione del mercato potrebbe tradursi in costi maggiori per i consumatori e in una riduzione della pluralità delle storie raccontate attraverso cinema e televisione. La causa evidenzia inoltre che, nel mercato della distribuzione cinematografica, il nuovo gruppo arriverebbe a controllare circa il 27% del settore. Sommando le quote dei principali operatori, come Disney, Universal e Sony, poche aziende finirebbero per dominare la quasi totalità del comparto.













