Il contributo per medie e superiori private e riconosciute ottiene il via libera. Il provvedimento è criticato da chi chiede invece più risorse per la scuola pubblica
La scelta della scuola, per molte famiglie italiane, è un passo importante. Molte, di fronte a una vera o presunta inefficienza delle pubbliche oppure per una scelta educativa religiosa, decidono di fare frequentare ai figli un istituto gestito da privati, riconosciuto dal Sistema nazionale di istruzione: tra rette, libri e attività extra, il percorso è oneroso. Per supportare queste famiglie nelle loro scelte, il del Garante della privacy ha dato il via libera al bonus per le scuole paritarie, un incentivo che punta ad alleggerire le spese scolastiche. Una misura attesa che, tuttavia, ha riacceso numerosi interrogativi.
Arriva il bonus per le scuole paritarie
L’incentivo, che può arrivare fino a 1.500 euro a studente, non è pensato a pioggia, ma si concentra su precise fasce di studenti e di reddito. Per poter accedere al contributo, infatti, l’Isee non deve superare i 30.000 euro all’anno. Ma c’è anche un altro dettaglio fondamentale che riguarda l’età e la classe frequentata dai ragazzi. Il beneficio è riservato per gli studenti delle scuole medie e dei primi due anni delle scuole superiori. Rimangono quindi esclusi i bambini che frequentano la scuola dell’infanzia e le scuole elementari. Inoltre, per ottenere il via libera, gli studenti dovranno risultare regolarmente registrati nel Sidi, il Sistema informativo dell’istruzione, che è l’anagrafe digitale ufficiale del Ministero.









