di
Beatrice Branca
I carabinieri avevano trovato la sostanza sospetta nel corso di una perquisizione nella casa del pastore ghanese a San Martino Buon Albergo. Il religioso sembrava coinvolto in un giro di ricettazione
Erano stati perquisiti l’appartamento e il garage di un prete pentecostale di 66 anni, originario del Ghana, dai carabinieri della stazione di San Martino Buon Albergo. Il sospetto era che l’uomo fosse coinvolto in un giro di ricettazione di quattro auto e che nella sua abitazione potessero trovarsi la documentazione di quei veicoli, rubati in Francia la scorsa primavera da una banda di suoi connazionali.
Quella perquisizione aveva dato esito negativo, ma nella dimora era stata trovata una polverina bianca. Il sospetto dei militari dell’Arma era che si trattasse di stupefacente di tipo MDMA, nota come ecstasy. La sostanza è stata confiscata e il pastore è finito a processo per direttissima lo scorso aprile con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti. Ieri il giudice Pasquale Laganà lo ha assolto, in quanto, in udienza, è emerso come quella polverina, dopo essere stata analizzata, non fosse ecstasy, bensì una sostanza sbiancante che era stata regalata all’imputato per lavare i capi di abbigliamento. Una specie di detersivo che l’uomo non aveva mai utilizzato e che teneva in casa da anni.







