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Antonella Baccaro e Ilaria Sacchettoni

La mossa del governo. Ranucci presenta denunce per diffamazione «contro le insinuazioni». Dubbi anche sulla «qualità e affidabilità deontologica dei consulenti della trasmissione»

Un audit interno per verificare «la veridicità delle fonti utilizzate» da Report e «la qualità e affidabilità deontologica dei consulenti della trasmissione». Il governo irrompe nella vicenda Ranucci-Lavitola, incalzando la Rai ad agire a tutela del servizio pubblico. A muovere, è il ministro delle Imprese Adolfo Urso (FdI) che, in una lettera inviata ieri all’ad della Rai, Giampaolo Rossi, richiamando gli obblighi del contratto di servizio sull’informazione e, preso atto dell’«allarme e della forte preoccupazione», destati dalla vicenda, chiede «quali azioni la Rai intenda adottare per rendere impermeabili programmi d’inchiesta, quali Report , rispetto a interferenze o influenze di terzi che possano condizionarne l’indipendenza e l’affidabilità». E che l’obiettivo sia l’apertura di un’indagine interna è confermato da fonti ministeriali.

Una mossa che toglie la Rai dall’imbarazzo di prendere l’iniziativa e accelera i tempi della verifica dell’eventuale permanenza di Ranucci alla conduzione. Già, perché settembre è alle porte e sulla nuova stagione bisogna già lavorare. L’obiettivo dell’audit sembra quello di valutare se sospendere Ranucci cautelativamente fino a quando l’indagine della magistratura non avrà fatto il suo corso. L’audit, che sarà proposto dall’ad al cda, potrà così formalmente procedere alla verifica di elementi che possano chiarire il ruolo del faccendiere Valter Lavitola rispetto a Report.