di
Aldo Grasso
Se per sostenere una tesi si ricorre sistematicamente a strumenti borderline, non è più chiaro se sia il giornalista a governare la fonte o la fonte a governare il giornalista
Sigfrido Ranucci e alcuni giornalisti di Report hanno querelato soggetti tenuti al segreto per «rivelazione del segreto d’ufficio e del segreto investigativo».
Il paradosso è evidente: chissà che fra quei «soggetti» non vi siano proprio alcune di quelle fonti che in questi anni hanno alimentato il cosiddetto «metodo Report». Quello stile giornalistico, cioè, fatto di insinuazioni, tesi precostituite, audio carpiti («Audio esclusivi venuti in possesso di Report!»), telecamere nascoste, pedinamenti ostentati e un bel po’ di fango spacciato per reportage.












