Rischia di finire in tribunale - e con una sostanziosa richiesta danni da 150mila euro - il già turbolento rapporto tra il programma Report e il governo di turno. E questa volta alla Rai sarà richiesto un rimborso danni da 100mila euro mentre al conduttore Sigfrido Ranucci sempre Fazzolari, qualche settimana fa, ha chiesto un altro risarcimento di 50mila euro per aver risposto positivamente alle domande dell’eurodeputato Marco Tarquinio. A confermare la notizia è un post sull’account Facebook del programma di Rai Tre. Sostanzialmente il sottosegretario Fazzolari, ha chiesto al programma mandato in onda da Viale Mazzini un risarcimento di 100 mila euro a Report. «Fazzolari», ribadisce la nota diffusa dal canale social di Report, «tra le numerose deleghe ha anche quella del rapporto con i media».
L’avvio dell’azione «legale contro Report» è riferita «all’inchiesta “All’Armi siam banchieri!” di Giorgio Mottola, che ha ricostruito la scalata del Monte dei Paschi su Mediobanca». «Avevamo dato conto della testimonianza di un ex dirigente Ubs», ricostruisce il post messo online, «di un incontro decisivo per dare il via libera del governo alla scalata di Monte dei Paschi di Siena (Mps) a Mediobanca, che sarebbe avvenuto a Palazzo Chigi tra rappresentati di due banche d’affari e, quelli dell’esecutivo, Giovanbattista Fazzolari e Gaetano Caputi, capogabinetto di Palazzo Chigi che segue i dossier finanziari». Nella nota postata dalla redazione di Report si ricorda che «i diretti interessati, hanno smentito, e noi avevamo dato conto nel corso della puntata, sul nostro sito e sui nostri canali social. Fazzolari, ritenendo di aver subito un danno reputazionale, ha chiesto alla Rai un risarcimento di 100mila euro». In serata è arrivata la notizia che Fratelli d’Italia presenterà «un’interrogazione ai vertici della Rai per conoscere quali azioni intendano intraprendere nei confronti della trasmissione Report, che continua a danneggiare il Servizio pubblico utilizzando metodi che calpestano e mortificano le più elementari regole deontologiche del giornalismo». Lo dichiarano i componenti di Fratelli d'Italia nella Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai.






