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Gaia Piccardi

Il racconto della serata esclusiva dedicata ai campioni del torneo: l'altoatesino si presenta in smoking a mezzanotte con la coppa, i genitori seduti al tavolo numero 1

DALLA NOSTRA INVIATALONDRA - Questo è il corridoio che porta al campo centrale di Wimbledon. Sui muri color panna, la storia del torneo. Sotto le suole, la moquette azzurrina che Jannik Sinner ha calpestato prima di far crollare il muro di Berlino: Sascha Zverev. Poco più avanti c’è la poesia di Kipling (se riuscirai a confrontarti con trionfo e rovina...) ma noi pieghiamo a destra, verso il guardaroba — women’s wardrobe, ogni cosa in Church Road ha un nome — delle donne. L’invito dell’All England Club al ballo dei vincitori parla chiaro: black tie. Significa smoking per Jannik e abito lungo per il Corriere della Sera. Non si scappa. Dentro, vestiti di ogni foggia e tipo, trucco e parrucco. Il circolo più famoso del mondo pensa a tutto. C’è Anna Pushkareva, 17 anni, la russa che ha vinto il torneo junior. Ha scelto una nuvola di taffetà color petrolio. «Potrò tenerlo?» chiede speranzosa. No, Anna. Va tutto restituito dopo il galà, quando la carrozza tornerà zucca.

Agnello e acconciatureIl Raffles London è stato sede del ministero della guerra britannico, nei suoi saloni fumava il sigaro Winston Churchill. Da Wimbledon a Whitehall è un bel viaggio attraverso la Londra vittoriana. La serata è cominciata alle undici: 270 tra soci dell’All England Club e invitati, sparpagliati tra 19 tavoli, stanno giocando il loro match con agnello, asparagi e feta. Ci vorrebbe Wodehouse per raccontare l’azzimata eleganza dei signori e le acconciature delle signore. Jannik fa irruzione al galà ben oltre mezzanotte, con la coppa di Wimbledon in mano. La Sinner family si accomoda al tavolo uno, sotto il palco. Si è persa, per il ritardo, il british humor di Debbie Jevans, presidentessa del club e padrona di casa: «Degli asciugamani che abbiamo distribuito quest’anno (cinque per match, ndr), circa 2500 non sono mai finiti in lavatrice». Significa che i giocatori li hanno regalati ai tifosi, oppure se li sono tenuti come souvenir. Prezzo di vendita in negozio: 40 sterline. Ma non c’è tempo di riflettere sull’economia di Wimbledon, che nel 2025, primo titolo dell’era sinneriana, produsse 480 milioni di entrate. Jannik è già sul palco, divertito e divertente. «Non farmi domande difficili: sono brillo» premette al presentatore della serata. Lo stuzzicano sulla fuga di mamma Siglinde dopo il set perso al tie break con Zverev, a lui viene lo sguardo di quando era bambino e, alla fine di una lunga giornata di sci, trovava la wiener schnitzel in tavola: «Non sono ancora padre — sorride —, non so cosa significa vedere un figlio sul centrale di Wimbledon...». È in vena di confidenze, racconta che prima di partire per Londra è stato bocciato all’esame per il patentino della moto. «È la quarta volta, forse è meglio se gioco a tennis...».