A giugno un sondaggio voluto dalla Commissione Europea ed effettuato con migliaia di minori aveva rivelato che più precoce è l’età alla quale i giovani iniziano a utilizzare i social media (4 ore e mezzo di uso al giorno che diventano 6 nel weekend) maggiore è il loro tempo trascorso online.

Altra correlazione evidente è quella tra uso dei social media e usura degli indicatori di salute mentale.

Il 90% riferisce almeno un sintomo negativo legato al tempo trascorso davanti agli schermi, il 30% circa racconta di provare stress, tristezza o esclusione sociale a causa dei social media e uno su quattro si è imbattuto in contenuti problematici online, tra cui l’incitamento all’odio.

Oggi, gli stessi adolescenti sembrano essere sempre più consapevoli del danno che ricevono dal mondo online.

La settimana scorsa, Skuola.net ha reso pubblica la richiesta avanzata da ben 700.000 studenti, rappresentati dalle Consulte Provinciali del Veneto, che hanno approvato all’unanimità una proposta radicale: vietare per legge l’accesso ai social media ai minori di 14 anni, convinti che «i social hanno rubato lo stare insieme» di un’intera generazione, scardinando così il luogo comune secondo cui i giovani difendono il mondo digitale a ogni costo.