HomeEmilia RomagnaPastasciutta antifascista. Il frate ferma l’Anpi. Il vescovo: "Si farà"Ascoli, domenica prossima una manifestazione che già divide. Il religioso aveva negato i locali della chiesa: "Cena divisiva".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna concessione revocata, accuse di pressioni interne alla parrocchia e una ricostruzione che la diocesi respinge punto per punto. Ad Ascoli esplode la polemica sulla Pastasciutta Antifascista in programma il 26 luglio. L’Anpi denuncia la decisione della chiesa dei Frati di ritirare la disponibilità degli spazi, parlando di un episodio che rischia di trasformare l’antifascismo in un elemento ’divisivo’. Dal vescovo Gianpiero Palmieri e dal parroco padre Floribert arriva però una versione diversa: nessuna protesta dei fedeli, nessuna contrarietà all’iniziativa, ma soltanto un’incomprensione organizzativa. L’evento, assicurano, si terrà comunque nella parrocchia di San Marcello.

Secondo il Comitato provinciale dell’Anpi, il Consiglio parrocchiale della chiesa dei Frati avrebbe revocato la concessione degli spazi per l’iniziativa promossa insieme al Collettivo Caciara e al panificio ’L’Assalto ai Forni’ di Lorenza Roiati. Il Collettivo sostiene che la decisione sia maturata "in seguito a pesanti pressioni di una parte di parrocchiani", che avrebbero ritenuto inopportuna la presenza della parola Antifascista sulla locandina. Per l’Anpi non si tratta di un semplice problema logistico, ma di "un segnale preoccupante che colpisce al cuore l’architettura dei valori democratici del Paese". L’associazione ribadisce inoltre che "l’antifascismo non appartiene a una singola fazione politica, ma costituisce il presupposto storico e giuridico della Repubblica Italiana" e ricorda il significato storico della manifestazione, nata per rievocare il gesto della famiglia Cervi che il 25 luglio 1943 celebrò la caduta del fascismo offrendo un pasto alla popolazione.