È stato accolto il ricorso presentato dall’Adiconsum a tutela di una 80enne milanese vittima di una frode su carta di credito. Il collegio dell’Arbitro Bancario Finanziario (Abf) di Milano ha riconosciuto la natura non autorizzata delle operazioni contestate e ha dichiarato la responsabilità della banca, disponendo il rimborso delle somme sottratte. La vicenda trae origine dal furto del portafoglio avvenuto il 27 settembre 2025 in un centro commerciale del Milanese. Subito dopo i malviventi avevano effettuato una serie di operazioni in Italia e all’estero (13 in 69 minuti), sottraendo un totale di circa 5.000 euro, sfruttando la carta di credito. La donna ha immediatamente denunciato l’accaduto e ha richiesto il rimborso alla banca, ma la prima risposta dell’istituto di credito è stata negativa: nella comunicazione ufficiale del novembre 2025, la banca sosteneva che le operazioni erano state eseguite con carta originale e Pin corretto, ipotizzando che entrambi fossero custoditi insieme nel portafoglio. Una tesi che finiva per attribuire alla vittima una presunta "grave negligenza", scaricando su di lei la responsabilità della frode.

L’Abf, accogliendo il ricorso dell’associazione di consumatori legata alla Cisl, ha riconosciuto però che le operazioni erano "non autorizzate", che non si può configurare una colpa grave della donna e la banca avrebbe dovuto attivare misure di protezione immediate. Ha condannato quindi l’istituto a risarcirla. "Questa decisione conferma un principio fondamentale: la responsabilità dell’utente è un’eccezione e deve essere provata rigorosamente dalla banca", spiega Christian Gambarelli presidente di Adiconsum Milano Metropoli e Lombardia.