La storia di una distilleria che ha più di due secoli rischia spesso di trasformarsi in un esercizio di nostalgia. Nardini, invece, sceglie una strada diversa e con le due novità presentate quest’anno, Hylde e Riserva XX Secolo, non celebra semplicemente il passato, ma mostra come un patrimonio costruito in oltre 240 anni possa ancora diventare uno strumento per interpretare il presente. Il punto di partenza resta quello del 1779, quando Bortolo Nardini ebbe un’intuizione destinata a cambiare il mondo della grappa. Anziché spostarsi con un alambicco mobile da una cascina all’altra, aprì una distilleria stabile all’ingresso del Ponte Vecchio di Bassano. Furono i conferitori a portare le vinacce in distilleria e non più il contrario. Una scelta apparentemente semplice che contribuì a trasformare Bassano in uno dei luoghi simbolo della distillazione italiana e che ancora oggi identifica la più antica distilleria del Paese.

Oggi quella tradizione continua attraverso impianti moderni, ma con un controllo ancora affidato all’esperienza del Mastro Distillatore. È proprio su questo equilibrio tra sapere artigianale e capacità di evolversi che si inseriscono i nuovi prodotti. Hylde rappresenta probabilmente il progetto più contemporaneo: un liquore ottenuto dai fiori di sambuco (Sambucus nigra), raccolti nel momento di massima espressione aromatica, essiccati e trasformati in una tintura che preserva le note floreali della materia prima. Il risultato è un liquore da 20 gradi che guarda dichiaratamente al mondo della miscelazione, con l’Hugo Spritz come servizio di riferimento. Per una distilleria conosciuta soprattutto per la grappa significa presidiare un segmento in crescita, quello dei cocktail a bassa gradazione, senza rinunciare alla propria competenza liquoristica.