<p>«Integrare e lo sviluppare i mercati dell'Unione Europea rappresenta una sfida primaria. È da tempo che la dimensione della raccolta sui mercati europei e la capitalizzazione complessiva delle imprese non sono più rappresentative della dimensione del pil dell'Ue».

Per Chiara Mosca, presidente vicario della Consob, l'incontro annuale con la comunità finanziaria diventa l'occasione per fare il punto sullo stato di salute di Piazza Affari e delle borse europee.

E il bilancio non è dei più rosei. «Al 31 maggio 2026 il rapporto tra capitalizzazione aggregata e pil dell'Ue era pari al 75% (51% per l'Italia), a fronte del 247% degli Stati Uniti.

I mercati azionari americani rappresentano il 45% della capitalizzazione globale, contro il 10% dei mercati europei.

Un divario che non rispecchia le quote di partecipazione al pil mondiale delle due economie (26% per gli Usa e 18% per l'Ue)».</p><p>L'Europa insomma resta dietro agli Usa e anche alla Cina. «Nel 2015-2025 Pechino si colloca al primo posto per volumi raccolti in ipo, 647 miliardi di dollari, seguita dagli Stati Uniti (425 miliardi) e dall'Ue (221 miliardi)», spiega Mosca. «Le operazioni in Europa sono di dimensione ridotta: sempre nell'ultimo decennio, circa tre quarti delle ipo europee hanno raccolto meno di 100 milioni di dollari, mentre in Cina e Usa si registra una quota sensibilmente maggiore di ipo tra 100 e 500 milioni di dollari e superiori a 500 milioni».