Piazza Affari non è mai valsa così tanto, eppure continua a restringersi. È il principale paradosso che emerge dalla Relazione annuale della Consob, presentata a Palazzo Mezzanotte dalla presidente vicaria Chiara Mosca, alla sua prima relazione alla guida dell’Autorità dopo la conclusione del mandato di Paolo Savona. La fotografia scattata dalla Commissione mostra un mercato che continua a crescere in termini di valore, ma che perde progressivamente società quotate e fatica ad attrarre nuove Ipo.
Eppure il valore complessivo di Piazza Affari continua a crescere. Al 30 giugno 2026 la capitalizzazione del mercato ha raggiunto 1.209 miliardi di euro, superando il precedente massimo storico del marzo 2000. Già nel 2025 il Ftse Mib aveva registrato un rialzo del 31,5%, il migliore degli ultimi vent’anni. Una crescita sostenuta soprattutto dall’aumento del valore delle società già presenti sul listino, più che dall’ingresso di nuove aziende.
Cento delisting in vent’anni
Il dato che più colpisce riguarda il progressivo assottigliamento del mercato principale. Tra il 2005 e il 2025 Euronext Milan ha registrato 100 delisting. Solo nell’ultimo decennio il numero delle società quotate si è ridotto del 20%, una flessione analoga a quella del Regno Unito, mentre la Francia ha perso addirittura il 46% delle aziende presenti sul proprio mercato principale.













