MILANO. Nel 2025 la Borsa italiana cresce come non accadeva da anni. La capitalizzazione complessiva del mercato azionario ha raggiunto il record storico di 1.077 miliardi di euro, spinta dal rialzo dei corsi. È il dato più evidente che emerge dal rapporto Capital Markets in Italy, pubblicato oggi dalla Consob. Un risultato che fotografa un mercato in salute dal punto di vista delle valutazioni, ma che convive con una fragilità strutturale: il numero delle società quotate sul mercato regolamentato è sceso sotto quota 200.

Il paradosso è tutto qui. Il valore complessivo sale, ma la base industriale si restringe. Secondo la Consob, il mercato azionario italiano resta sottodimensionato rispetto al peso dell’economia reale. «La Borsa continua a mostrare dimensioni non in linea con le potenzialità del Paese: rappresenta solo lo 0,8% del mercato azionario mondiale, nonostante il Pil italiano valga oltre il 2% di quello globale», si legge nel rapporto.

Il margine di crescita, però, esiste. Ed è legato soprattutto alla struttura del risparmio delle famiglie italiane. A giugno 2025 la ricchezza finanziaria complessiva ha raggiunto i 6.148 miliardi di euro. Di questi, il 26% è detenuto in contante e depositi: una quota elevata nel confronto internazionale, superiore a quella degli Stati Uniti (11%) ma inferiore alla media dell’area euro (32%). Più alta della media europea è invece la quota investita in obbligazioni, pari all’8% contro il 3%, mentre resta più contenuta la componente destinata a prodotti assicurativi e previdenziali, al 19%, contro il 27% dell’area euro e il 28% degli Stati Uniti.