Nel 2025 sono stati 30 gli addii al listino di Piazza Affari per un totale di "circa 2,5 miliardi di capitalizzazione persa". A tracciare il quadro è la presidente vicaria della Consob, Chiara Mosca, nella relazione annuale del 2026. "La contrazione della Borsa - prosegue - è tendenza diffusa a livello internazionale, in particolare in Europa". "Nell'ultimo decennio - aggiunge - il numero di società sul mercato regolamentato è diminuito del 20% nel Regno Unito e del 46% in Francia, a fronte di un calo del 20% registrato in Italia". In questo scenario, l'integrazione dei mercati dell'Ue rappresenta "una sfida primaria che alcuni dati aggregati consentono di cogliere in tutta la sua urgenza". Ma "gli ostacoli al finanziamento di settori strategici", ricorda Mosca, "che rendono l'Europa dipendente da grandi player internazionali, sono imputabili, in larga parte, alla frammentazione dei mercati finanziari e delle infrastrutture che ne supportano il funzionamento".
A fine giugno Piazza Affari vale 1.209 miliardi di euro
Intanto, a fine giugno, Piazza Affari ha raggiunto 1.209 miliardi di euro di capitalizzazione. "Osservando il periodo tra il 2010 e il 2025 - spiega Mosca - lo sviluppo del mercato ha seguito, e continua a seguire, due traiettorie opposte: da un lato, un incremento della capitalizzazione per effetto della crescita dei prezzi azionari (di circa 750 miliardi), dall'altro, una perdita imputabile all'eccedenza dei delisting sulle nuove quotazioni". "Quest'ultima tendenza - sottolinea Mosca - ha registrato una forte accelerazione nell'ultimo quinquennio (con un saldo negativo di capitalizzazione di 69 miliardi). I nuovi ingressi sul mercato regolamentato - rileva - sono stati del tutto assenti".












