Lo studio. 14 luglio 2026 alle 00:18Oltre l’11 per cento del Pil: «Dati in controtendenza rispetto al resto d’Europa»

In Italia l’economia del mare continua a crescere e raggiunge un valore di 224,9 miliardi di euro, pari all’11,4% del Pil nazionale. Un’espansione «in controtendenza rispetto all’Europa», ha evidenziato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, e in cui il Mezzogiorno si conferma l’area con il maggiore peso nel “sistema mare”.

Nel nuovo rapporto nazionale realizzato da OsserMare, Unioncamere, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network emerge che l’economia del mare genera un valore aggiunto diretto pari a 78,9 miliardi di euro, con un incremento del 3,8%, e un valore aggiunto complessivo pari a 9,6 miliardi. A crescere sono anche le imprese, che superano la quota di 253 mila, e la forza lavoro. Con oltre 1,13 milioni di occupati, il settore registra un aumento occupazionale del 4,2%, quasi il triplo rispetto alla crescita registrata complessivamente nell’economia italiana.

Il dato

Il Sud Italia ha il peso maggiore. Assorbe il 34,2% del valore aggiunto e il 39,9% dell’occupazione dell’intera economia del mare nazionale, contro incidenze più contenute al Nord. Nel dettaglio, il Nord-Ovest partecipa per il 18,3% al valore aggiunto blu del Paese e per il 14,4% all’occupazione. Il Nord-Est, invece, segna incidenze rispettivamente pari al 17,3% e al 16%. Anche il Centro ha un peso sostenuto, generando il 30,2% del valore aggiunto e il 29,7% dell’occupazione. «Ogni euro generato dalla blue economy ne attiva un ulteriore 1,8 in altri settori», ha fatto notare il presidente di Unioncamere Andrea Prete, a testimonianza di come l’Italia sia tornata ad essere «centrale nel Mediterraneo e in Europa», come ribadito da Urso. Secondo il presidente di Assonautica Italiana Giovanni Acampora, «per lungo tempo abbiamo dovuto dimostrare che l’economia del mare non è semplicemente la somma di filiere, ma un sistema economico integrato capace di generare valore per l’intera nazione. Oggi questa consapevolezza è un patrimonio comune».