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Il mare è sempre più al centro dell’economia italiana. Con 253 mila imprese e oltre 1,1 milioni di occupati, a livello nazionale la blue economy genera un valore aggiunto diretto di 78,9 miliardi di euro, che raggiunge i 224,9 miliardi di euro (pari all’11,4% del Pil) se si considera il valore attivato nel resto del quadro economico.
È quanto emerge dal 14esimo Rapporto nazionale sull’economia del mare, a cura di OsserMare, Centro studi Tagliacarne - Unioncamere, Informare, Camera di commercio di Frosinone e Latina e Blue Forum Italia Network. I dati sono stati presentati mercoledì scorso a Roma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito del Blue forum 2026.
Come ogni anno, anche la 14esima edizione del Rapporto, punto di riferimento nazionale ed europeo nella definizione del valore della blue economy italiana, ha messo sotto la lente d’ingrandimento i diversi settori che compongono la forza produttiva blu: le filiere dell’ittica e della cantieristica, i servizi di alloggio e ristorazione, le attività sportive e ricreative, l’industria delle estrazioni marine, la movimentazione di merci e passeggeri via mare, la ricerca, regolamentazione e tutela ambientale.











