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Monica Colombo e Davide Stoppini

L’ottimo rapporto tra i due ex milanisti, il budget federale e l’idea di un solido gruppo di lavoro tra le ragioni che potrebbero portare alla scelta dell'ex campione del mondo. Sempre vive le piste di Mancini e Conte

Adriano Galliani un giorno citò Antonello Venditti, aprendo al ritorno al Milan di Kakà canticchiando «certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano». Ecco, Paolo Maldini potrebbe fare lo stesso con Andrea Pirlo. Tre anni dopo l’innamoramento che spinse l’allora dirigente rossonero a pensare proprio a Pirlo per la panchina del Milan — era la tarda primavera del 2023, poi fu Paolo a lasciare il club e Pioli fu confermato —, il binomio può ricomporsi. Anzi, può finalmente vedere la luce. Questione di feeling, quello che ora fa scattare Pirlo in pole position per la panchina della Nazionale. Più di una ipotesi, ma un’accelerazione rispetto alle piste (comunque vive) di Mancini e Conte.

Pirlo, attualmente sotto contratto a Dubai con lo United Fc (appena portato alla promozione nella massima divisione), è pronto a slegarsi dall’accordo firmato fino al 2027 ed è entusiasta dell’idea. «In carriera da allenatore ho sempre raggiunto gli obiettivi che mi erano stati dati dalle società», si era sfogato in un’intervista di un mese fa a Sportweek. L’ex centrocampista ha già avuto più di un contatto con Maldini: per lui sarebbe pronto lo stesso quadriennale del direttore tecnico (e dell’advisor Leonardo) con vista su Mondiale 2030.