Un vero e proprio “impero” nell’affare del gioco d’azzardo.

Così la Procura di Bari definisce quanto emerso con l’operazione “Mercato”, condotta dalla Guardia di finanza e che ha portato all‘arresto di 23 persone (gli indagati sono in tutto 116) e al sequestro di beni per oltre 63 milioni di euro, tra i quali ben sei aziende e 13 sale gioco dislocate in sette città diverse, pugliesi e di altre regioni.

L’accusa è associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio e violenza privata, aggravati dal metodo mafioso, nonché peculato, bancarotta fraudolenta e diversi reati tributari.

Le indagini hanno preso avvio nel 2018 e hanno ricostruito condotte che coprono un arco temporale di quasi trenta anni: dall’aprile 1996 al settembre 2025 con una crescita di affari favorita dalla crescita del mercato dell’azzardo.

E riguardano alcuni imprenditori che operano nel settore dell’azzardo capaci di imporre slot e vlt nei locali pubblici, avvalendosi della forza intimidatrice del clan di riferimento nel territorio con il quale venivano conclusi precisi accordi commerciali.