Associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio e violenza privata, aggravati dal metodo mafioso, nonché peculato, bancarotta fraudolenta e reati tributari: sono le accuse, contestate a vario titolo, alle 20 persone arrestate oggi dalla Guardia di Finanza di Bari su disposizione della magistratura barese che ha disposto sequestri per oltre 60 milioni di euro nei confronti di 79 soggetti. Complessivamente gli indagati sono 116.

Le indagini avrebbero documentato la penetrazione dei clan mafiosi baresi nel tessuto economico locale attraverso il controllo di numerose sale giochi e di videolottery, utilizzate per il riciclaggio di proventi illeciti, avvalendosi dell’attività di un commercialista compiacente. Inoltre, il gruppo criminale avrebbe gestito la «compravendita» di ticket vincenti per riciclare il danaro della mafia barese. Per fare questo avrebbe fatto ricorso all’intestazione fittizia delle vincite a persone compiacenti anziché ai reali vincitori. I ticket vincenti venivano quindi intestati a soggetti appartenenti a vari clan locali, ma in realtà erano stati vinti da terzi giocatori che, in cambio di danaro, accettavo la cessione. In questo modo i ticket vincenti venivano utilizzati dai criminali come titolo giustificativo di patrimoni illeciti. Durante le indagini è stato accertato che uno degli indagati detenuti fece picchiare in carcere da cinque suoi affiliati un altro detenuto che aveva avviato una collaborazione con la giustizia.