È di 23 misure cautelari personali e sequestri per oltre 60 milioni di euro il bilancio di una vasta operazione condotta dalla Guardia di Finanza su disposizione del Tribunale di Bari, nell’ambito di un’indagine sulla criminalità organizzata locale. Il provvedimento, richiesto dalla Procura della Repubblica di Bari, è stato eseguito nelle prime ore del 6 luglio 2026 e riguarda ipotesi di associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio, violenza privata aggravata dal metodo mafioso, oltre a peculato, bancarotta fraudolenta e diversi reati tributari.
Le indagini: infiltrazioni mafiose nel settore dei giochi
Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Guardia di Finanza, l’operazione ha visto impegnati 300 finanzieri del Comando Provinciale di Bari, con il supporto del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO). Il blitz è stato disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari e ha coinvolto 23 soggetti destinatari di misure cautelari personali e 79 soggetti colpiti da provvedimenti reali, per un valore complessivo superiore a 60 milioni di euro.L’operazione rappresenta l’epilogo di lunghe e articolate investigazioni coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Bari. Le indagini si sono concentrate sull’infiltrazione della criminalità organizzata barese nel tessuto economico locale, in particolare nel settore dei congegni elettronici da intrattenimento. Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal GIP, un gruppo societario riconducibile a un noto imprenditore locale, affiliato a uno storico clan barese, avrebbe instaurato un regime di monopolio nel settore dei giochi e delle scommesse, sfruttando la propria fama criminale e la complicità di altri clan, ottenuta tramite la corresponsione di cospicui compensi mensili.Il sistema di riciclaggio e le modalità operative









