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9 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:56
Il gioco non vale la candela. Perlomeno per chi tenta la fortuna nell’azzardo. Per le mafie, invece, è un vero affare: tra sale Bingo, scommesse clandestine, videopoker e slot machine, a guadagnarci sono sempre i clan. Si tratta di un mercato da circa 157 miliardi di euro all’anno, con 18 milioni di italiani coinvolti almeno una volta. Di questi, sono giocatori patologici 1 milione e 500mila, cioè il 3% della popolazione maggiorenne. Un milione e 400mila sono invece quelli a rischio moderato. Per un totale di quasi 3 milioni di scommettitori abituali. La fotografia che emerge dal Dossier “Azzardomafie” di Libera è chiara: analizzando le relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia, pubblicate tra il 2010 e il 2024, risulta che dietro il mondo del gioco ci sono 147 clan mafiosi diffusi in tutto il territorio nazionale.
L’indagine, curata da Toni Mira, Maria Josè Fava, Gianpiero Cioffredi e Peppe Ruggiero, raccoglie i dati e le storie del Paese tra gioco legale e gioco criminale. Ed evidenzia innanzitutto la capillarità del fenomeno: sono 16 le regioni colpite a più livelli dalle inchieste. Tra queste, a guidare la classifica è la Campania, con 40 clan che hanno messo le mani sul mercato legale e illegale della regione. Medaglia d’argento per la Calabria, con 39 clan, seguita a stretto giro dalla vicina Sicilia, con 38 gruppi mafiosi coinvolti.







