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Ultimo aggiornamento: 7:45
di Giuseppe Pignataro*
Fin dall’antichità l’uomo ha tentato la sorte gettando dadi e monete, affidando i propri destini a quella dea bendata che i Romani chiamavano Fortuna. Il filosofo Blaise Pascal, riflettendo sulla fede, formulò il celebre ‘pari’ in cui scommettere su Dio era la scelta razionale: un azzardo metafisico per la salvezza dell’anima.
Oggigiorno milioni di persone continuano a scommettere non sull’eterno, ma sul quotidiano: giocano denaro nella speranza di un colpo di fortuna che cambi la vita. Come osservava Fëdor Dostoevskij, che della febbre del gioco soffrì in prima persona, la roulette e le carte possono diventare prigioni esistenziali, dove l’uomo sfida sé stesso oltre che il caso.






