VILLORBA - Si è aperto oggi, 13 luglio, al tribunale di Treviso, con l'udienza filtro, il processo che vede seduta al banco degli imputati l'infermiera Elena Venzo, 53enne di Treviso difesa dall'avvocato Stefania Bertoldi, accusata di aver finto di inoculare vaccini per il Covid (o di averli somministrati solo in parte) a dei conoscenti No Vax nel periodo in cui era in servizio all'ex Maber di Villorba, in piena pandemia, attestando poi l'avvenuta vaccinazione nell'apposito certificato. A processo ci sono finiti in tre. L'infermiera è stata infatti rinviata a giudizio insieme ad altri due imputati che, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbero stati i "destinatari" dei vaccini in questione. Si tratta di Alessandro Pol, 55enne di Arcade, e di Elisabetta Aragione, 62enne di Paese.
Green pass e finti vaccini, il processo che vede coinvolta l'ex prefetto Maria Augusta Marrosu verso lo stop Le accuse Le ipotesi di reato contestate ai tre imputati in concorso sono il falso ideologico e la produzione di un falso documento informatico. Questo rispettivamente per via della sottoscrizione del certificato attestante l'avvenuta vaccinazione e perché, con quella che, secondo la Procura, sarebbe una falsa attestazione, si sarebbe indotto in errore il ministero della Salute nel rilascio dei relativi Green Pass. Gli indagati finiti sotto la lente degli inquirenti erano inizialmente nove: di questi, solo Bertoldi, Pol e Aragione sono stati rinviati a giudizio, mentre un'altra ha patteggiato un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa). Archiviate le posizioni degli altri cinque.Vaccini finti ai conoscenti no Vax per avere il green pass: Elena Venzo a processo, infermiera in servizio all'ex Maber La difesa Rispetto alle accuse mosse nei confronti dell'infermiera, il suo legale, l'avvocato Stefania Bertoldi, aveva precisato che la donna, oltre che instancabile lavoratrice, è una professionista da oltre vent'anni in servizio all'Usl: «È risultato documentato da un'attività di vigilanza, cui era stata sottoposta, nell'arco di 10 giorni lavorativi effettivi, che Venzo ha effettuato ben 2.300 vaccinazioni. E oggi è chiamata a rispondere penalmente di tre». La donna era stata sospesa dal servizio. «Senza stipendio» aveva precisato l'avvocato.Treviso. Falsi tamponi per il Green pass: 65 indagati verso il rinvio a giudizio I sospetti Tutto è iniziato con i primi sospetti del coordinatore del vax point allestito all'ex Maber che avrebbe notato atteggiamenti a suo avviso sospetti da parte dell'infermiera. Tra questi, ad esempio, la scelta della postazione più periferica per effettuare le vaccinazioni e strani movimenti nella fila da parte di alcuni pazienti. Quindi, il 2 settembre 2021, il blitz della squadra mobile all'ex Maber, mentre l'infermiera era in servizio. La professionista, secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, avrebbe iniettato il vaccino in un batuffolo di cotone in modo da svuotare la siringa. Tutte accuse da cui la donna dovrà difendersi nel corso del processo appena apertosi al tribunale di Treviso.






