«In relazione alla diffusione di dichiarazioni, articoli di stampa, congetture ed insinuazioni che hanno trasformato, mediante esplicite allusioni, la vittima del grave attentato nel suo presunto beneficiario, attraverso espressioni che affermano o suggeriscono di un "finto attentato” e altre analoghe formulazioni e di vantaggi conseguenti, la cui ricaduta umana e professionale è di inaudita gravità, il dottore Sigfrido Ranucci ha presentato denuncia e querela per diffamazione pluriaggravata ed altri reati». Lo ha annunciato il legale di Ranucci, l'avvocato Roberto De Vita.
Sul fronte dell’inchiesta, gli inquirenti che indagano sull'attentato a Ranucci vogliono accertare quante volte, negli ultimi anni, l'imprenditore Valter Lavitola - ritenuto il mandante dell'azione dinamitarda avvenuta il 16 ottobre 2025 - sia stato fisicamente presente nella redazione di Report e per quale motivo. Questo aspetto della vicenda viene ritenuto dai pm della Dda di piazzale Clodio di "interesse investigativo" per accertare il movente dell'attentato messo in atto da una banda di quattro persone, tutte provenienti dalla provincia di Avellino.
In questo ambito risposte potrebbero arrivare dall'analisi dei tre cellulari e delle due pen drive trovate nel corso della perquisizione a Lavitola, avvenuta il 4 luglio scorso nella sua abitazione a Monteverde Vecchio.











