A volerla banalizzare al massimo si può sempre usare il vecchio assunto per cui servono tornitori mentre l’università continua a sfornare (aspiranti) letterati. Ma il problema della distanza tra domanda e offerta nel mondo del lavoro è decisamente più complesso ed è originato non solo dalle innovazioni tecnologiche ma anche da come sta mutando la società. Una cosa è certa: ogni anno è facile imbattersi in nuove professioni generate dalla rivoluzione digitale in corso, secondo un processo a cui l’intelligenza artificiale non potrà che imprimere ulteriore vigore. Ma non c’è solo questo: cambia la società e l’invecchiamento della popolazione provoca una domanda sempre più crescente di medici e infermieri, ma anche di badanti e operatori sociosanitari. Infine ci sono quei lavori che in pochi oggi vogliono fare, perché usuranti o mal remunerati ragion per cui chi li svolge è diventato così raro da essere prezioso. Gli autisti dal Marocco E così sorprende fino a un certo punto che per un lavoro giudicato poco gratificante e pure usurante come l’autista di autobus, l’Atap di Biella e Vercelli abbia pensato di selezionare personale dal Marocco attraverso un progetto siglato dal console marocchino in Italia. Secondo i dati della Regione Piemonte la domanda nel settore dei conduttori di veicoli a motore è di 8.367 unità a fronte di un’offerta stimata di 5.358. Basta parlare con un operatore pubblico o privato per capire quanto gli autisti stiano diventando sempre più merce rara.