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In ogni torneo a cui partecipa, e che molto spesso vince, Jannik Sinner migliora qualcosa del suo gioco. La vittoria di Wimbledon ha confermato, tra le altre cose, gli ulteriori progressi fatti nel 2026 al servizio, il colpo che dà inizio allo scambio, nel quale già da un paio d’anni era diventato uno dei tennisti più efficaci al mondo. Ha chiuso il torneo con 128 ace in 7 partite, con appena 18 doppi falli (gli ace sono i punti fatti al servizio senza che l’avversario tocchi palla; i doppi falli i duplici errori al servizio). Nel 2025, quando pure vinse il torneo, gli ace erano stati 62, con 13 doppi falli. Pur giocando appena 3 set in più, cioè, ha più che raddoppiato il numero di punti diretti fatti in battuta.

Nell’ultimo Wimbledon Sinner ha vinto quasi l’85 per cento dei punti in cui ha messo in campo la prima di servizio, un valore più alto rispetto a quello di tutti gli altri partecipanti. C’entra ovviamente la qualità generale del tennis di Sinner, ma anche e soprattutto quella del suo servizio, che è sempre potente e preciso, oltre che molto vario. Dopo aver perso contro di lui in tre set in semifinale, Novak Djokovic ha detto che il servizio di Sinner «è diventata un’arma incredibile. La sua prima non la puoi attaccare, puoi solo cercare di rimandarla in campo». E la sua seconda «è molto profonda, con tanto effetto».