di Carlo Galatisabato 11 luglio 20263' di letturaUna dimostrazione di netta superiorità. Una prova di forza che, tra i due, forse non aveva precedenti. Jannik Sinner batte Novak Djokovic con un triplo 6-4 e torna in finale a Wimbledon per il secondo anno consecutivo. Lo fa a suon di vincenti, 39 in totale, con 18 ace e soprattutto con la sensazione, nitida fin dai primi scambi, che la partita abbia un solo padrone, senza mai concedere respiro al rivale. Dopo aver utilizzato i primi cinque match per ritrovare fiducia, Sinner si è ripresentato sul Centre Court splendido e affilato. Archiviato un inizio di torneo non al massimo, «devo alzare il livello» aveva detto, Jannik è tornato inavvicinabile al servizio, chirurgico da fondo e sempre un passo avanti. Djokovic, reduce dalle cinque ore e quindici minuti del match con Auger-Aliassime, ha provato ad aggrapparsi al mestiere e all’orgoglio, ma con questo Sinner in formato rullo compressore, non è bastato.L’illusione dell’equilibrio dura sostanzialmente fino al nono game del primo set. Sul 2-2 Djokovic annulla una palla break con un sontuoso rovescio lungolinea, poi resta in piedi fino al 4-4. In quel nono gioco si apre la crepa decisiva. Sinner spreca la prima occasione con uno smash in rete. Sulla seconda trova invece un passante di rovescio millimetrico sul disperato attacco a rete del serbo. È il colpo che cambia la semifinale. Jannik va 5-4 e chiude 6-4 in 40 minuti, concedendo appena quattro punti al servizio. Il secondo parziale ricalca il primo. Sinner comanda, Djokovic sopravvive. Sul 2-2 il serbo cancella due palle break con tre punti da campione. Jannik non cambia espressione: continua a spingere, variare, togliere riferimenti. Sul 3-3 trasforma la seconda occasione con una palla corta perfetta. Poi consolida il vantaggio con tre ace consecutivi e chiude ancora 6-4.Dopo un’ora e ventinove minuti, il Centrale ha capito: Djokovic non riesce a entrare davvero nella partita, non riuscendo ad accendere la fiammella della battaglia. Per certi versi quel passaggio di testimone potrebbe essere avvenuto in via definitiva: Sinner, per economia di gioco e capacità di soffocare l’avversario, sembra aver spodestato Djokovic da quel trono: «ero il migliore in risposta, adesso non lo sono più» dichiarerà in conferenza stampa il serbo.Sinner, l'avvertimento di Ljubicic: "Occhio, Djokovic ti attaccherà. E se la partita si allunga...""Mi aspetto un Novak molto aggressivo, come in Australia: cercherà di comandare lo scambio. Lo farà p...SUSSULTO