Dopo 2 ore e 19 minuti, il campione azzurro sconfigge il serbo in tre set (6-4, 6-4, 6-4) In finale affronterà il tennista tedesco, neo numero 2 al mondo che ha battuto Arthur Fery nell'altra semifinale
Jannik Sinner è tornato e ora confermare il successo dello scorso anno è davvero possibile. Sul Centre Court di Wimbledon, il tennista azzurro batte Novak Djokovic con un triplo 6-4 in 2 ore e 19 minuti e conquista la seconda finale consecutiva ai Championships. Lo fa con una prestazione impeccabile dal primo all’ultimo quindici: un Sinner in versione robot prende subito il controllo della partita e lo mantiene fino alla fine. Il serbo si è preso diversi rischi, soprattutto con le seconde di servizio, ma non c’è stato nulla da fare. Quando incontri un Sinner così è difficile uscirne indenni. Jannik conquista così la settima vittoria contro il 39enne, vendicando la sconfitta nella semifinale degli Australian Open a gennaio.
La partita
Sembrano passati secoli dall’esordio al primo turno contro Kecmanovic, quella caduta rovinosa sull’erba e la scarpa sporca di sangue. Era arrivata la vittoria, ma solo al quinto set. Invece sono trascorsi solo 12 giorni, in cui c’è stata una crescita costante, partita dopo partita, avversario dopo avversario. Fino alla semifinale contro Djokovic. Oggi l’azzurro ha condotto il match dall’inizio alla fine, rimanendo sempre in vantaggio contro il serbo, che da lunedì sarà settimo nel ranking Atp. Limitati gli errori, soprattutto con il dritto, che avevano influenzato le scorse gare. La potenza e la precisione dei colpi hanno fatto emergere le difficoltà dell’attuale numero 8 del ranking Atp. Djokovic non fa affatto male in risposta, anzi, ma appena ha la possibilità di mettere il naso davanti, Sinner si è rifugiato nell’arma di questo Wimbledon: il servizio, come nell’unica palla break concessa a Djokovic nel terzo set. Anche oggi sono 16 gli ace, che fanno 113 da inizio torneo.










