<p>Con la ripresa dell’<strong>escalation in Medio Oriente</strong> torna di attualità la questione delle scorte di carburante aereo.
Secondo il presidente americano <strong>Donald Trump</strong> lo Stretto di Hormuz è a oggi «aperto» alla navigazione, nonostante l’Iran affermi di averlo chiuso a seguito della ripresa degli attacchi. </p> <p>Prima della guerra circa <strong>20 milioni di barili di petrolio</strong> e prodotti petroliferi transitavano quotidianamente attraverso questo passaggio, circa un quinto del consumo mondiale di petrolio.
Le <strong>continue interruzioni</strong> hanno fatto però schizzare i prezzi del petrolio soprattutto per l’Europa, dipendente dal Medio Oriente per circa la metà delle sue importazioni di jet fuel, portando il <strong>Brent</strong> a ridosso degli 80 dollari al barile e il<strong> Wti </strong>a 75 dollari. </p> <p> </p> <h2><strong>I dati Iata indicano un aumento del costo del carburante</strong></h2> <p>Secondo dell’<strong>Assocazione Internazionale del Trasporto Aereo </strong>(Iata) il costo del carburante aereo a giugno è stato di 1.028,40 dollari per tonnellata, in calo del 19,43% rispetto a maggio. </p> <p>In confronto a giugno 2025 il prezzo medio è però <strong>salito di 328,64 dollari</strong>.










