Dalla colazione alla cura della persona, i produttori giocano a nascondino con i grammi. Le nuove regole sulla trasparenza promettono di fare chiarezza, ma la difesa migliore parte sempre dalle nostre scelte quotidiane
L’aumento folle dei prezzi al supermercato di questi ultimi anni, è diventato un problema per molte famiglie. Ma a rendere ancora più consistenti le difficoltà, è stato un fenomeno che ha preso il nome “shrinkflation”, nome che letteralmente significa “rimpicciolimento da inflazione”, ma per essere più chiari, descrive quel trucco per cui le confezioni si alleggeriscono di peso mentre il prezzo alla cassa rimane identico, se non addirittura più alto. Una strategia che ha colpito moltissimi beni di consumo quotidiano, rendendo la spesa una vera e propria sfida di sopravvivenza contro i rincari nascosti.
Shrinkflation: l’aumento che non si vede all’istante
In un mercato come quello italiano dei beni di largo consumo, che muove cifre astronomiche, questo stratagemma si traduce in rincari incredibili. Le stime parlano di aumenti occulti che oscillano mediamente tra il 10% e il 18%, raggiungendo picchi del 40% su specifiche categorie. A finire nel mirino sono soprattutto i prodotti che riempiono quotidianamente le dispense: cereali per la colazione, gelati, snack, bibite, ma anche beni per la cura della casa e della persona, come detersivi, carta igienica e dentifrici.








