Una lettrice scrive:«Non so più come fare, mi sento impotente e umiliata. È questo il mondo che abbiamo lasciato ai giovani? Ho frequentato l'università di Torino 40 anni fa. Se avevo dei problemi amministrativi, facevo una mattina di coda e poi, finalmente, dopo ore, parlavo con un segretario che mi risolveva il problema. Oggi mia figlia, purtroppo iscritta all'università di Torino, per risolvere un problema amministrativo deve aprire un ticket e poi? Aspetta. Giorni? Settimane? Non si sa. Aspetta e basta. Prega, si dispera, si incazza, sollecita… ma non succede niente. O meglio, sì, qualcosa è successo, le hanno caricato un "pagopa" da pagare, lo ha pagato, e poi? Il nulla. Ho provato a scrivere su Gemini e vi do la risposta: "Capisco l'enorme frustrazione. La segreteria dell'Università degli Studi di Torino è tristemente nota per le code infinite, i tempi di risposta biblici via ticket e la burocrazia kafkiana, soprattutto quando si avvicinano le scadenze per la laurea o le tasse". Ci va bene così?».Fabrizia Squinobal La Coordinatrice Politiche Sociali Circ. 1 scrive:«Mi riferisco alla lettera del giorno 11 firmata "una madre". Comprendo le preoccupazioni legate al decoro e alla sicurezza del centro. Desidero però assicurare che i Servizi sociali, la Polizia locale, insieme alle associazioni del territorio, lavorano ogni giorno per avvicinare le persone senza dimora e offrire loro soluzioni di accoglienza più dignitose. Purtroppo, molte di queste persone rifiutano l'aiuto e la legge non consente di obbligare un adulto ad accettare un ricovero. Può quindi sembrare che non si faccia nulla, ma dietro ogni situazione c'è un lavoro costante di ascolto, mediazione e convincimento, spesso poco visibile ma fondamentale. L'Amministrazione continuerà a impegnarsi per conciliare il diritto dei cittadini al decoro e alla sicurezza con la tutela delle persone più fragili».Chantal Balbo Un lettore scrive:«Indispensabile aggettivo utilizzato dall'assessore per far sopportare un martirio a migliaia di automobilisti, ciclisti, pedoni. La voce sulla Treccani recita: cosa assolutamente necessaria di cui non si può fare a meno. Di regola accompagnata dalla indifferibilità e urgenza. Ricorrono questi requisiti in ordine ai lavori iniziati al ponte Isabella? Ai posteri (quando si voterà) l'ardua sentenza…».Vittorio Corsi Un lettore scrive:«In molte città europee, le Amministrazioni hanno provveduto a dotare i principali percorsi pedonali di apparecchiature che, a tempo, nebulizzano acqua sui passanti. Il risultato è molto piacevole. Perché l'Amministrazione torinese non provvede in tale senso? È una grossa spesa?».M. C. DONA IL TUO 5XMILLE - C.F. 97507260012: specchiotempi@lastampa.it - www.specchiodeitempi.org - Info: 011.6568376.