La nuova puntata della serie spin-off e prequel di Game of Thrones è approdata su Sky e NOW il 13 luglio. I Targaryen proseguono la loro corsa verso l'autodistruzione, le pedine si posizionano sulla scacchiera, le prossime mosse saranno determinanti
Non c’è pace per Rhaenyra. La regina dei Sette Regni continua a sedere particolarmente scomoda sul trono di spade, nonostante una guerra vinta e la forza dei draghi dalla sua. Aegon non appare più una minaccia, di Aemond si sono perse le tracce, ma nuove insidie si profilano all’orizzonte, mentre il governo di Approdo del Re appare sempre più complicato. Il quarto episodio della terza stagione di House of the Dragon, serie spin-off e prequel de Il trono di spade, è approdato su Sky e Now il 13 luglio, disponibile anche on demand. Un episodio interlocutorio, senza grandi combattimenti, con pochi spargimenti di sangue e picchi adrenalinici ridotti, che però sembra preparare il terreno per un nuovo violento scontro imminente.
Il palazzo e il popolo
Gli intrighi di potere si affiancano alla faticosa vita del popolo. Se ad Approdo del Re Rhaenyra (Emma D’Arcy) deve impegnarsi per ricostruire sulle macerie della guerra, del cattivo governo di Aegon (Tom Glynn-Carney) prima e Aemond (Ewan Mitchell) poi, del blocco del commercio da lei stessa voluto, Harrenhal e Tumbleton non se la passano meglio. La prima è devastata, messa a ferro e fuoco e poi abbandonata da Aemond. La seconda deve fare i conti con l’invasione delle truppe di Ormund Hightower (James Norton), che la sceglie come base per costruire un difficile contrattacco, coi soldati che distruggono la vita dei cittadini. Intanto Criston (Fabien Frankel), sempre più isolato in una Harrenhal desolata, non ha intenzione di piegarsi, sa che per lui non può esserci un futuro con Rhaenyra sul trono ed è pronto a tutto pur di riportare Alicent (Olivia Cooke) al potere.









