La nuova puntata, disponibile su Sky e Now dal 27 luglio, ci mostra la piena trasformazione di Rhaenyra, mentre Alicent prova a proteggere ciò che di più caro le è rimasto
Se c’è una cosa che otto stagioni di Game of Thrones e ormai quasi tre di House of the Dragon ci hanno insegnato è che, a Westeros, lo spazio per i buoni sentimenti è veramente poco. Soprattutto per chi ambisce a conquistare e conservare il potere. Il sesto episodio della terza stagione di House of the Dragon, disponibile su Sky e in streaming su Now dal 27 luglio, ne è una conferma. I 62 minuti scritti da David Hancock e Shyam Popat e diretti da Loni Peristere sono forse i più spietati visti finora all’interno di questa stagione. E non è tanto per ciò che succede, per il sangue versato che comunque non manca, per le morti sempre più importanti che si susseguono, quanto per il modo in cui i vari personaggi si approcciano agli eventi.
L'impossibilità dell'amicizia
L’amicizia ormai è impossibile, persino quella più datata, che ha resistito a una guerra civile e fratricida, che è sopravvissuta finora a tradimenti e rappresaglie. Ed è difficile persino l’amore, quello che unisce le famiglie, che cede il posto all’ambizione, al senso del dovere, al rancore. Rhaenyra va verso il compimento di quella metamorfosi che le era stata prospettata da Alicent, ormai consapevole dell’impossibilità di rimanere sé stesse quando si porta sul capo il peso della corona, quando ci si siede su un trono sempre più scomodo, alla guida di un regno e di una città a pezzi, sempre più difficili da governare e amministrare.








