ASTE IMMOBILIARI sempre più popolari e le famiglie superano gli investitori essendo diventate il 65% dei compratori. Mentre in Italia comprare casa è sempre meno accessibile, i dati della startup fiorentina Simplex Domus registrano un sorpasso delle famiglie sugli investitori e smontano un luogo comune: solo il 35% delle case all’asta deriva da un mutuo non pagato, le altre da divorzi, separazioni ed eredità contese (30%), decreti ingiuntivi di privati (30%) e fornitori e debiti con il fisco 5%).
Per intercettare questa domanda, la startup innovativa fiorentina – 100mila utenti registrati, 5mila clienti paganti – ha sviluppato una tecnologia proprietaria, registrata in Siae, che ogni giorno estrae le procedure dai tribunali di tutta Italia, le trasforma in annunci immobiliari e le pubblica sui principali portali (Immobiliare.it, Idealista.it, Casa.it). L’azienda assiste i clienti con uno studio legale interno di 14 avvocati iscritti agli albi e uno studio di architettura di 4 professionisti.
Comprare casa in Italia, oggi, è un percorso a ostacoli per chiunque non può contare su un aiuto familiare e il mercato delle aste immobiliari, fino a pochi anni fa frequentato quasi solo da agenti specializzati e investitori professionali, sta diventando un’alternativa concreta anche per le famiglie comuni. I dati registrati da Simplex Domus confermano il cambiamento nella composizione dei compratori. Se nel 2024 i compratori si dividevano in parti uguali tra famiglie e investitori, oggi le famiglie rappresentano il 65%, sorpassando di fatto gli investitori. Un’inversione che si è consolidata man mano che le condizioni di accesso al mercato libero diventava sempre meno accessibile, complice anche lo sconto medio del 20% sulle aggiudicazioni rispetto al prezzo di mercato che su un appartamento da 200mila euro significa un risparmio di 40mila euro, spesso proprio la cifra che separa una giovane famiglia dall’acquisto.







